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Una critica di Mario Probi sulle prime opere di Ida Garribba

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“Le opere create dalla pittrice Ida Garribba potrebbero essere raccolte sotto l’unico titolo di “Momenti” per la grande spontaneità di espressione e di coerenza ad un suo mondo intimo ed esclusivo. La ricerca nella sua forma grafica è densa di emozioni e rapporti precisi di contenuto forma-materia e la continuità del suo discorso di trova presente in molteplici motivi ricorrenti nella sua pittura ove si sprigiona un movimento interiore, una vivacità di contenuto che creano un perfetto binomio ispirazione-risultato. Le attente trasparenze danno vita a creazioni e soggetti che si fondono a loro volta con una gamma inafferrabile di colori chiari ed un sottile gioco di gradazioni impercettibili. La sua tecnica si confonde con il soggetto, creando con la forza del colore un arcano equilibrio. La scala umana che ogni realismo porta con sé, si voglia con amore o con disprezzo, ed il paragone che riconduce alla più immediata esperienza, sono stati superati; dunque possono emergere gli spazi ed i tempi delle cose apparentemente informi, volte ad altri significati di una nuova intensità emotiva che colpiscono laddove siamo inermi ed ancora puri.

Tutto questo avrebbe potuto e potrebbe tramutarsi in un facile gioco di formalismo fine a se stesso, se il rigore dell’intelligenza ed una fedeltà ad una originale matrice non avessero sempre dominato e non dominassero il suo processo creativo, per cui alla Garribba è possibile qualsivoglia intrusione o nell’azzardo o nel magico, o nel convenzionale, in quanto già sconfitti dalla materia. Materia costruita ancora colpo su colpo, sino a conseguire una solenne sospesa semplicità, che prevale sulla realtà stessa delle cose, dominata sempre da una visione tesa della solitudine.

La pennellata è ricca di colore che l’artista libera arditamente in nature morte, come una componente musicale in cui momento, amore, vita, raggiungono un lirismo dannunziano”.

(Mario Probi, novembre 1984)

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